Peste suina africana, nuovi focolai in Toscana: il virus si avvicina all’Appennino emiliano

Peste suina africana, nuovi focolai in Toscana: il virus si avvicina all’Appennino emiliano

La peste suina africana (PSA) continua ad avanzare in Italia e torna a preoccupare il settore degli allevamenti. Nelle ultime settimane sono stati individuati due nuovi focolai in Toscana, rispettivamente a Comano, in provincia di Massa-Carrara, e a San Marcello Piteglio, sulla montagna pistoiese.

Il secondo caso desta particolare attenzione perché il territorio confina con alcune aree dell’Appennino emiliano, tra cui Lizzano in Belvedere, nella Città metropolitana di Bologna, e Fanano, in provincia di Modena, zone vicine a importanti realtà della suinicoltura italiana.

La peste suina si sposta lungo l’Appennino

La diffusione del virus conferma i timori degli esperti, secondo cui l’intero Appennino settentrionale, dalla provincia di Cuneo fino all’Emilia-Romagna, deve ormai essere considerato un territorio a rischio.

Il primo focolaio toscano è stato confermato il 26 giugno in un allevamento commerciale di Comano, in Lunigiana. Un animale deceduto è risultato positivo ai test effettuati dal Centro di referenza nazionale per le pesti suine. Dopo la scoperta, sono state attivate le procedure previste, con l’istituzione delle zone di protezione e sorveglianza attorno all’azienda.

Pochi giorni dopo il virus è stato rilevato anche a San Marcello Piteglio. Due dei tre suini trovati morti nell’allevamento sono risultati positivi e, per contenere la diffusione, tutti gli animali presenti nella struttura, circa un centinaio, sono stati abbattuti.

Un elemento particolarmente significativo è che nello stesso territorio, poco prima, erano state trovate anche alcune carcasse di cinghiali positive alla peste suina africana.

Cresce l’allerta per gli allevamenti

La presenza del virus nella fauna selvatica rappresenta il principale fattore di rischio per gli allevamenti. Il passaggio dai cinghiali ai suini domestici non è automatico, ma la vicinanza tra animali selvatici infetti e aziende agricole rende fondamentale mantenere elevati standard di sicurezza.

Le misure di biosicurezza restano infatti lo strumento principale per proteggere gli allevamenti: controllo degli accessi, gestione rigorosa delle strutture, prevenzione dei contatti con animali selvatici e rispetto delle procedure sanitarie.

Gli esperti sottolineano però che mantenere un livello di attenzione costante nel tempo è una delle sfide più difficili. Anche una singola violazione delle regole può favorire l’ingresso del virus in un allevamento.

Oltre 120 mila suini abbattuti dall’inizio dell’emergenza

Dall’inizio dell’emergenza italiana la peste suina africana ha già provocato numerosi danni alla filiera. I nuovi casi toscani portano il numero complessivo dei focolai negli allevamenti ad almeno 55, con oltre 120 mila suini abbattuti.

Nel 2026, finora, sono stati registrati tre episodi negli allevamenti: il focolaio di Montechiaro d’Acqui, quello di Comano e quello di San Marcello Piteglio.

La PSA non rappresenta un pericolo per l’uomo: non si trasmette alle persone e il consumo di carne suina non comporta rischi sanitari. Le conseguenze più pesanti riguardano però il comparto economico, con abbattimenti, restrizioni agli spostamenti degli animali e possibili limitazioni commerciali.

Un’emergenza destinata a durare

La presenza ormai stabile del virus tra i cinghiali rende difficile ipotizzare una rapida eliminazione della malattia. In territori vasti e complessi come l’Appennino settentrionale, il controllo della popolazione selvatica rappresenta una sfida molto complessa.

Per questo motivo la biosicurezza negli allevamenti non può essere considerata una soluzione temporanea, ma una pratica permanente.

La peste suina africana resta quindi una delle principali emergenze per la suinicoltura italiana, con il rischio che nuovi focolai possano emergere nelle aree ancora più vicine ai grandi distretti produttivi del Nord Italia.

Notifiche push abilitate

Grazie per aver abilitato le notifiche!

Pubblicità

You may also like...