Birrifici più sostenibili: dalle trebbie nuovi ingredienti per pane e prodotti da forno

Birrifici più sostenibili: dalle trebbie nuovi ingredienti per pane e prodotti da forno

Ogni birrificio, accanto alla produzione di birra, genera anche una grande quantità di materiale di scarto. Si tratta delle cosiddette trebbie di birra, il residuo umido del malto dopo l’estrazione del mosto. Un mix ricco di fibre, proteine, zuccheri residui e composti aromatici, che per anni è stato considerato principalmente un sottoprodotto da destinare al mangime o allo smaltimento.

Eppure, dietro questo materiale apparentemente povero si nasconde un potenziale ancora inespresso, che oggi sta attirando sempre più interesse da parte dell’industria alimentare e della ricerca.

Le trebbie di birra come nuova risorsa alimentare

In Canada è stato avviato un progetto da circa 1,08 milioni di dollari canadesi, sostenuto da Protein Industries Canada e portato avanti da Terra Bioindustries insieme a Great Western Brewing Company. L’obiettivo è trasformare le trebbie di birra in ingredienti alimentari ad alto valore aggiunto, inserendole nuovamente nella filiera produttiva.

L’idea di fondo è semplice ma ambiziosa: ridurre gli sprechi e valorizzare ciò che già esiste, evitando nuove coltivazioni o ulteriori risorse da estrarre e trasportare.

Cosa contiene davvero il residuo del malto

Le trebbie si formano dopo la fase di ammostamento, quando dal malto vengono estratti zuccheri e sostanze utili alla fermentazione. Ciò che resta è una massa fibrosa e umida, spesso sottovalutata, ma ancora ricca di nutrienti.

All’interno si trovano infatti fibre e proteine che possono essere recuperate e trasformate. Terra Bioindustries sta lavorando proprio su questo principio, separando le diverse componenti del residuo invece di trattarlo come un unico scarto.

Da questo processo possono nascere ingredienti differenti, come concentrati proteici, fibre alimentari e persino alternative parziali al cacao. Tra i prodotti più interessanti figura anche uno sciroppo d’orzo chiamato TERRA Malt, pensato per essere utilizzato in bevande e prodotti da forno.

Lo sciroppo d’orzo e la birra analcolica

Uno degli utilizzi più innovativi del progetto riguarda la produzione di birra analcolica. Lo sciroppo d’orzo ottenuto dalle trebbie contiene una bassa quantità di zuccheri fermentabili, caratteristica che consente un maggiore controllo nella produzione dell’alcol.

Great Western Brewing Company sta infatti studiando il suo impiego per sviluppare nuove bevande a bassa gradazione o completamente analcoliche, partendo proprio da un sottoprodotto della propria filiera.

Questo approccio si inserisce in un mercato in forte crescita, dove sempre più consumatori scelgono alternative più leggere senza rinunciare al gusto della birra tradizionale.

Una filiera più efficiente e meno dispersiva

Il progetto punta a valorizzare quasi completamente le trebbie di birra, separandone le diverse componenti per destinarle a usi specifici. Proteine, fibre, zuccheri e aromi vengono così reimmessi nel ciclo produttivo invece di essere considerati rifiuti.

Si tratta di un esempio concreto di economia circolare applicata al settore alimentare, dove lo scarto non viene eliminato ma reinterpretato come risorsa.

La sfida principale resta però la stessa: rendere questi processi economicamente sostenibili e tecnologicamente efficienti, considerando che le trebbie sono un materiale deperibile e richiedono una lavorazione rapida.

Anche in Italia esperienze simili

In Italia il recupero delle trebbie è già una realtà in alcune esperienze industriali, dove vengono trasformate in farine per pane, pasta, pizza e prodotti da forno. Il modello canadese, però, introduce un approccio più avanzato.

Non si limita infatti alla semplice essiccazione e macinazione del residuo, ma punta alla scomposizione delle sue componenti per ottenere ingredienti differenti e più specializzati.

È una differenza tecnica, ma significativa, perché cambia completamente il modo di interpretare lo scarto.

Dal rifiuto alla risorsa

L’evoluzione del progetto canadese mostra un cambio di prospettiva importante: ciò che prima veniva considerato un rifiuto oggi può diventare una materia prima utile per nuovi prodotti.

Serve tecnologia, investimenti e una filiera organizzata, ma soprattutto un cambio di mentalità. Le trebbie di birra non sono più solo un residuo della produzione, ma una possibile risorsa per una nuova idea di alimentazione più circolare e sostenibile.

Notifiche push abilitate

Grazie per aver abilitato le notifiche!

Pubblicità

You may also like...