Adolescenti prigionieri dello smartphone: il disagio invisibile che cresce nelle famiglie
Le dipendenze stanno cambiando volto. Se un tempo il fenomeno era associato soprattutto all’abuso di sostanze come droghe e alcol, oggi il problema si è ampliato includendo nuove forme di comportamento compulsivo legate al mondo digitale.
A lanciare l’allarme sono gli esperti che evidenziano una crescita delle cosiddette dipendenze comportamentali, alimentate dall’uso eccessivo di social network, videogiochi, smartphone e intelligenza artificiale. Un fenomeno particolarmente preoccupante tra gli adolescenti, spesso difficile da riconoscere e intercettare in tempo dalle famiglie.
Il nuovo volto delle dipendenze giovanili
Secondo gli specialisti, il concetto stesso di “dipendenza” si è trasformato. Non riguarda più soltanto una sostanza da assumere, ma può coinvolgere anche attività quotidiane che, se vissute in modo compulsivo, possono modificare i meccanismi cerebrali legati al piacere e alla ricompensa.
“Le dipendenze non si fermano più soltanto alle sostanze stupefacenti classiche, purtroppo sempre drammaticamente diffuse, ma si stanno evolvendo in gravi disfunzioni comportamentali e digitali”, ha spiegato il professor Gabriele Sani, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Psichiatria Clinica e d’Urgenza e responsabile del CEPID del Policlinico Gemelli di Roma.
Secondo l’esperto, sono migliaia gli adolescenti italiani che soffrono o sono esposti al rischio di sviluppare forme di dipendenza legate ai comportamenti digitali.
Social, videogiochi e intelligenza artificiale: il nuovo allarme
A preoccupare è anche il rapporto sempre più intenso tra giovani e tecnologia. L’intelligenza artificiale generativa, in particolare, è entrata rapidamente nella quotidianità dei ragazzi.
Secondo il report “European children’s use and understanding of generative AI” realizzato dal network internazionale di ricerca EU Kids Online, il 72% dei minori europei tra i 13 e i 17 anni utilizza abitualmente strumenti di intelligenza artificiale generativa, mentre solo il 28% dichiara di non farne uso.
Un dato che evidenzia quanto il confine tra vita reale e dimensione digitale sia diventato sempre più sottile, con possibili conseguenze sul benessere psicologico dei più giovani.
Migliaia di studenti a rischio dipendenze digitali
In Italia il fenomeno riguarda soprattutto le fasce più giovani. Secondo le stime riportate dagli esperti, circa 15mila studenti tra gli 11 e i 13 anni mostrano comportamenti compatibili con una forma di social media addiction.
Sono invece circa 111mila gli studenti, pari al 7%, considerati a rischio di internet gaming disorder, ovvero una relazione problematica e incontrollata con i videogiochi.
Un quadro complesso in cui alle vecchie dipendenze si aggiungono nuove fragilità, spesso nascoste dietro un uso apparentemente normale della tecnologia.
La sfida per famiglie e società
Il disagio giovanile oggi appare sempre più difficile da individuare perché può manifestarsi attraverso segnali meno evidenti rispetto al passato: isolamento, perdita di interesse per la vita quotidiana, difficoltà relazionali e bisogno costante di connessione.
Per gli esperti diventa quindi fondamentale aumentare la prevenzione, educare a un utilizzo consapevole delle tecnologie e offrire strumenti adeguati a famiglie, scuole e ragazzi.
Le dipendenze del futuro, infatti, potrebbero non avere sempre un volto visibile: a volte possono nascondersi dietro uno schermo.

